| 2 GIUGNO 1882 2004 |
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| NUMERO UNICO A CURA DELLA SOCIETA' CONSERVATRICE DEL CAPANNO GARIBALDI DI RAVENNA |
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Dedicato a Edgardo Bendandi il parco pubblico di S. Pancrazio |
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Intervento commemorativo di Paolo Barbieri | |
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Signore, Signori, Sig. Sindaco, convenuti tutti, in apertura di questo
nostro incontro vorrei anzitutto ringraziare il Sindaco Daniele Bolognesi
per l'alto onore che mi ha concesso consentendomi, in questa sede, di
tracciare un breve profilo della meritoria persona che andiamo a ricordare.
So benissimo che altri avrebbero avuto maggiore titolo e sono loro grato per
non essersi proposti. Edgardo Bendandi era uno di Voi, nato a S. Pancrazio
da onorata famiglia le cui condizioni economiche erano, come allora in molte
famiglie, non agiate, fu in grado di studiare fino al diploma di geometra
per merito dei suoi genitori che si sacrificarono all'estremo, di una sua zia che gli prestava, salvo restituzione a risultato ottenuto quanto
occorrente per libri e cancelleria. Per merito suo studiò in queste
condizioni difficili, trovando anche il tempo per fare le campagne bieticole o altro
per recuperare un minimo vitale. Aveva un carattere forte con idee chiare, temprato
ulteriormente da quelle condizioni. A Ravenna, dove si recava per gli studi,
incontrò persone che la pensavano come lui.
Altro personaggio da valutare
e considerare per i suoi incommensurabili meriti. Finita la guerra la sua
prima necessità fu quella di trovare una occupazione, ma non si fermò certo
a gloriarsi per quanto fatto, che è andato bene oltre il suo dovere. A San
Pancrazio l'attività che più si addiceva alla sua professione era presso
l'Impresa Silvestroni e fu qui che iniziò, partendo da semplice impiegato
fino a divenire poi il Direttore della ditta e primo collaboratore dei
titolari.
Il
Presidente dott. Nevio Baldisserri si avvaleva della sua collaborazione in
diverse circostanze in occasione degli investimenti che andavano a
realizzare. Ebbe con Baldisserri un rapporto diretto e di estrema fiducia,
anche per la comune militanza in loggia, che lo porterà nel 1977 ad
affiancarlo come Vice Presidente e nel 1979 a subentrargli. Ho conosciuto
Bendandi
nel 1978 quando con Baldisserri vengono al PRI per gettare un ponte per
riportare i repubblicani nella Cooperativa Pensiero e Azione. Si trattava di
far nascere anche le condizioni per un rientro nel PRI dei fuoriusciti e considerare chiusa le
vicende di avversità durata oltre tre lustri. Questo in vista del rientro nel
PRI di Pacciardi.
A molti che hanno vissuto
la vita della Cooperativa di questi tempi, verranno subito alla mente le
figura di Jader Menghi e di Pietro Kraigher, anch'essi particolarmente
impegnati per il buon esito della gestione. Con l'inizio degli anni '80
Edgardo Bendandi sentì di nuovo il richiamo della politica ed entrò nella
giunta che aveva come Sindaco il Geom. Pellegrino Montanari (già Vice
Comandante generale della 28Q Brigata Garibaldi).
La dedizione che metteva nel ricoprire il ruolo di primo cittadino del Comune di Russi non voglio esprimerla io, gliela
riconoscete Voi oggi, in questa cerimonia così come non mancano tanti altri
esempi. Ritornò poi in cooperativa Pensiero e Azione con maggiore presenza al suo ruolo di Presidente.
Chiamò
a se APRA (Associazione Partigiani Ravenna), la Fratellanza Garibaldina,
L'AMI (Associazione Mazziniana Italiana) e la società Conservatrice del
Capanno Garibaldi.
Le persone lo cercavano e Lui era sempre disinteressatamente
disponibile. Questo era Edgardo Bendandi, sicuramente un uomo vero,
certamente un grande e nei nostri progetti un giorno ne rivisiteremo la
figura. Non ho voluto parlare fino a ora della sua famiglia, lasciatemi fare
un cenno a volo d'uccello sulla sua Annamaria, adorata moglie sempre
presente al suo fianco e sempre ascoltata e i suoi figli Pier Carlo e
Marella.
Lei l'ha concesso e direi che - a mio avviso - ha anche ben
individuato il "cosa". Un parco pubblico infatti è un luogo di serenità e di
meditazione, due doti di cui il nostro festeggiato era ricco. Grazie a nome
mio, della Cooperativa e credo di poter dire anche della Comunità di San
Pancrazio che così ha un'occasione in più per inserirlo fra i suoi figli
che le hanno dato lustro". |
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