| La scomparsa di Giannantonio
Bucci, scultore medaglista, rappresenta una gravissima perdita
per la
città di Ravenna, ma anche per il mondo dell'arte. Nato a Ravenna, aveva
iniziato gli studi presso la locale Accademia di Belle Arti, sotto la
guida dello scultore fiorentino Umberto Pinzauti, diplomandosi al Liceo
artistico di Bologna. Dopo alcuni anni di attività a Firenze ed a Carrara,
dove conobbe e frequentò lo scultore Arturo Dazzi, fece ritorno a Ravenna,
dove fu docente dapprima di figura ed ornato modellato, poi di scultura
all'Accademia di Belle Arti.
Nel 1962 vinse il concorso pubblico indetto dall'amministrazione
provinciale di Ravenna per un busto commemorativo in bronzo nel centenario
della nascita di Nullo Baldini. Nel 1969 vinse il primo premio per la
scultura alla Biennale romagnola d'arte contemporanea, con il "Gruppo
di tori". Nel 1983 lasciò l'insegnamento per dedicarsi soltanto alla
scultura. Tra le sue opere più notevoli, il monumento al "Marinaio
d'ltalia" in travertino sul portocanale di Ravenna,
una grande corona in bronzo per la tomba di Mazzini nel
cimitero di Staglieno, il pulpito in pietra di Vicenza nella Chiesa dei
Frati Cappuccini di Lugo, il grande altorilievo ceramicato dal faentino
Lega, rappresentante la chiamata alla santità, per la Cappella dei Santi
nella chiesa "Regina Pacis" di Forlì, il monumento al pugilatore
in bronzo sempre a Forlì, il monumento a "S. Francesco e il lupo"
per la basilica tardoromanica di S. Francesco a Cotignola, oltre a molti
altri bassorilievi, busti e medaglioni sempre vigorosamente modellati
ed efficacemente espressivi.
Da oltre un ventennio si era anche imposto come
uno dei migliori medaglisti non soltanto italiani, ma anche a livello
europeo, firmando oltre cento medaglie: per il Club francais de la medaille,
la Fao, il Circolo numismatico-filatelico di Ravenna, il Centro Dantesco,
Ravenna Festival, la Cassa dei Risparmi di Forlì, l'Università di Bologna,
l' Aiam di Roma, le Diocesi di Romagna, la Diocesi di Ravenna e Cervia,
il Panathlon club di Ravenna, Faenza lirica, le Pro Loco di Lugo e Russi,
e soprattutto per conto del noto stabilimento Picchiani & Barlacchi
di Firenze.
Larchitetto Aldo Montauti, titolare dello stabilimento, riconobbe subito
le grandi qualità artistiche di Bucci e gli affidò l'esecuzione di numerose
medaglie. Per tutte ricorderò soltanto il trittico per il bicentenario
della nascita di Nicolò Paganini, nel quale Bucci raggiunse i vertici
più alti della sua arte. Ma un'altra grande qualità Bucci
dimostra di possedere: quella del restauratore di opere d'arte. E merito
suo se i monumenti marmorei di Aurelio Saffi a Forlì e di Luigi Carlo
Farini a Ravenna, semidistrutti per eventi bellici, ed ancora il monumento
di Garibaldi ed il busto dell'arcivescovo Codronchi a Ravenna, gravemente
compromessi dalle ingiurie del tempo, si possono ancora ammirare nella
loro bellezza.
Non posso tralasciare di ricordare infine l'ultima
opera che Bucci, già sofferente, aveva appena ultimato di modellare. Si
tratta della medaglia dedicata a Giuseppe Verdi, dal forte vigore plastico
e nel contempo di grande raffinatezza scultorea, eseguita per conto della
SparKasse di Speyer, a ricordo del centenario della morte del sommo musicista
italiano e dell'esposizione a Speyer della mia raccolta di medaglie verdiane
nel maggio-giugno prossimi. Grandi mostre delle sue opere a New
York nella galleria d'arte "Alexander", a Ravenna nel Palazzo
della Provincia, a Speyer nei saloni della SparKasse e più recentemente
a Firenze, all'Accademia delle arti del disegno, nella mostra "Oltre
il 2000", insieme a tutti i medaglisti della Picchiani & Barlacchc
Dal 1983 ha partecipato a tutte le mostre organizzate dalla Fidem (Federazione
internazionale della medaglia) e dall'Aiam (Associazione italiana amici
della medaglia). Di lui hanno scritto Apollonio, Azzolini, Belloni, Borghi,
Montanari, Orsini, Pascoli Piccinini, P. Ragazzini, Viroli.
Carissimo Gianni, ci mancherai tantissimo, per la
tua bontà, per la tua cultura, ma la tua fulgida arte per sempre risplenderà
nelle tue opere.
Duilio Donati
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