2 GIUGNO

1882                            2001

NUMERO UNICO A CURA DELLA SOCIETA' CONSERVATRICE DEL CAPANNO GARIBALDI DI RAVENNA 

Giannatonio Bucci - Scultore medaglista di Garibaldi e del risorgimento 

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La scomparsa di Giannantonio Bucci, scultore medaglista, rappresenta una gravissima perdita per la città di Ravenna, ma anche per il mondo dell'arte. Nato a Ravenna, aveva iniziato gli studi presso la locale Accademia di Belle Arti, sotto la guida dello scultore fiorentino Umberto Pinzauti, diplomandosi al Liceo artistico di Bologna. Dopo alcuni anni di attività a Firenze ed a Carrara, dove conobbe e frequentò lo scultore Arturo Dazzi, fece ritorno a Ravenna, dove fu docente dapprima di figura ed ornato modellato, poi di scultura all'Accademia di Belle Arti.

Nel 1962 vinse il concorso pubblico indetto dall'amministrazione provinciale di Ravenna per un busto commemorativo in bronzo nel centenario della nascita di Nullo Baldini. Nel 1969 vinse il primo premio per la scultura alla Biennale romagnola d'arte contemporanea, con il "Gruppo di tori". Nel 1983 lasciò l'insegnamento per dedicarsi soltanto alla scultura. Tra le sue opere più notevoli, il monumento al "Marinaio d'ltalia" in travertino sul portocanale di Ravenna, una grande corona in bronzo per la tomba di Mazzini nel cimitero di Staglieno, il pulpito in pietra di Vicenza nella Chiesa dei Frati Cappuccini di Lugo, il grande altorilievo ceramicato dal faentino Lega, rappresentante la chiamata alla santità, per la Cappella dei Santi nella chiesa "Regina Pacis" di Forlì, il monumento al pugilatore in bronzo sempre a Forlì, il monumento a "S. Francesco e il lupo" per la basilica tardoromanica di S. Francesco a Cotignola, oltre a molti altri bassorilievi, busti e medaglioni sempre vigorosamente modellati ed efficacemente espressivi.

Da oltre un ventennio si era anche imposto come uno dei migliori medaglisti non soltanto italiani, ma anche a livello europeo, firmando oltre cento medaglie: per il Club francais de la medaille, la Fao, il Circolo numismatico-filatelico di Ravenna, il Centro Dantesco, Ravenna Festival, la Cassa dei Risparmi di Forlì, l'Università di Bologna, l' Aiam di Roma, le Diocesi di Romagna, la Diocesi di Ravenna e Cervia, il Panathlon club di Ravenna, Faenza lirica, le Pro Loco di Lugo e Russi, e soprattutto per conto del noto stabilimento Picchiani & Barlacchi di Firenze.

Larchitetto Aldo Montauti, titolare dello stabilimento, riconobbe subito le grandi qualità artistiche di Bucci e gli affidò l'esecuzione di numerose medaglie. Per tutte ricorderò soltanto il trittico per il bicentenario della nascita di Nicolò Paganini, nel quale Bucci raggiunse i vertici più alti della sua arte. Ma un'altra grande qualità 
Bucci dimostra di possedere: quella del restauratore di opere d'arte. E merito suo se i monumenti marmorei di Aurelio Saffi a Forlì e di Luigi Carlo Farini a Ravenna, semidistrutti per eventi bellici, ed ancora il monumento di Garibaldi ed il busto dell'arcivescovo Codronchi a Ravenna, gravemente compromessi dalle ingiurie del tempo, si possono ancora ammirare nella loro bellezza.

Non posso tralasciare di ricordare infine l'ultima opera che Bucci, già sofferente, aveva appena ultimato di modellare. Si tratta della medaglia dedicata a Giuseppe Verdi, dal forte vigore plastico e nel contempo di grande raffinatezza scultorea, eseguita per conto della SparKasse di Speyer, a ricordo del centenario della morte del sommo musicista italiano e dell'esposizione a Speyer della mia raccolta di medaglie verdiane nel maggio-giugno prossimi.  Grandi mostre delle sue opere a New York nella galleria d'arte "Alexander", a Ravenna nel Palazzo della Provincia, a Speyer nei saloni della SparKasse e più recentemente a Firenze, all'Accademia delle arti del disegno, nella mostra "Oltre il 2000", insieme a tutti i medaglisti della Picchiani & Barlacchc Dal 1983 ha partecipato a tutte le mostre organizzate dalla Fidem (Federazione internazionale della medaglia) e dall'Aiam (Associazione italiana amici della medaglia). Di lui hanno scritto Apollonio, Azzolini, Belloni, Borghi, Montanari, Orsini, Pascoli Piccinini, P. Ragazzini,  Viroli.

Carissimo Gianni, ci mancherai tantissimo, per la tua bontà, per la tua cultura, ma la tua fulgida arte per sempre risplenderà nelle tue opere.

Duilio Donati

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