2 GIUGNO

1882                                   2004

 

NUMERO UNICO A CURA DELLA SOCIETA' CONSERVATRICE DEL CAPANNO GARIBALDI DI RAVENNA  

Collezionismo: con garibaldi, che passione!

Ravenna in prima fila in un fenomeno che coinvolge 7 milioni di italiani

  di Giorgio Ravaioli

Bassorielivo in ceramica - Collezione G. Dalla Casa RavennaGiovanni (i nomi sono di fantasia per ragione di privacy), 55 anni, operaio, ravennate, aspetto curato e discreto. Dopo Mario Guerrini, è uno dei più tenaci raccoglitori di cimeli garibaldini. Affascinato dal Risorgimento, raccoglie ricordi a tutto campo: Mazzini, Saffi, Spallicci e tanti altri ancora. Ama le medaglie, ma raccoglie con passione anche bronzi, ceramiche, autografi, stampe, cartoline, manifesti ed oggetti unici. Una lunga militanza nel P.R.I. e nel sindacato hanno affinato la sua ricerca. Quel mix di cultura laica l’ha portato ben presto ad innamorarsi di Giuseppe Garibaldi, che tante simpatie raccoglie in Romagna. Nel suo museo personale sfoggia ricordi anche del suo partito. Da alcuni mesi è in “mobilità” ed ha ritrovato motivazione ed energia dalla sua passione di sempre. Giovanni non ha familiarità con Internet e con eBay (la piazza virtuale specializzata in collezionismo di ogni genere, che conta oltre 114 milioni di utenti in tutto il mondo), ma chiede con interesse e curiosità come vanno le visite (circa 100 ogni mese) alle pagine delle “medaglie” sul sito internet del Capanno Garibaldi.
Profilo del collezionista - Un fenomeno, quello del collezionismo, non solo ravennate, che in genere attrae gli appartenenti a classi socioeconomiche medio-alte, residenti nel nord-ovest del Paese. Si comincia a raccogliere a 14 anni, ma prevalgono i collezionisti over 35enni. A Ravenna si colleziona di tutto. Vi sono negozi di filatelia, numismatica, libri e stampe antiche. Commerci attivi anche durante il mercatino dell’antiquariato che si tiene, in centro, il terzo fine settimana del mese. La medaglistica, in città, ha trovato sprone dall’opera di padre Ragazzini e di padre Fantini, organizzatori di biennali al Centro Dantesco. La passione di accumulare oggetti rari, Giovanni se la porta dietro da ragazzo e con il passar del tempo l’ha affinata.
“Ogni giorno dedico a questo passatempo almeno due ore per riordinare, catalogare, pianificare, ricerche, consultare testi specializzati, intrattenere rapporti con altri collezionisti.
medaglia coniata dalla Presidenza del Consiglio dei MinistriGiovanni compera e riceve aiuto e sostegno dalla sua compagna: Graziella.
Viaggia con la fantasia e immagina la sua raccolta già completa. Desidera conoscere la data del conio, le ragioni di ogni oggetto, l’autore, il numero delle copie in circolazione. “La soddisfazione più grande - dice Giovanni - la provo con i pezzi unici”. Giovanni ricorre a “Il curioso”, “Cose antiche”, Cronaca filatelica” e “Collezionismo”, mensili che si rivolgono a quei 7 milioni di collezionisti come lui che nel nostro paese, spendono in media 55 euro al mese per le loro raccolte. L’emozione di ammirare cimeli garibaldini lo portano a visitare - con Graziella - musei del Risorgimento a Roma, Genova, Forlì, Torino e Bologna. Il 27 novembre 2004 era in prima fila - anche se con spirito critico rispetto all’allestimento - all’inaugurazione di quello di Ravenna.
Giovanni ama creare legami col passato; ha 400 medaglie e almeno 1000 cartoline dedicate a Garibaldi. Spende in media dai 20 ai 250 euro a pezzo, ma per le ceramiche, i gessi, i bronzi, le divise garibaldine - in alcuni casi - deve staccare assegni in euro con tre zeri. Per alimentare emozioni la collezione richiede spazio; Giovanni gli dedica così 3 stanze (messe a nuovo) all’ultimo piano di casa sua, l’appartamento dove viveva la mamma. Si iscrive e coltiva contatti con l’associazionismo locale che si ispira al Risorgimento: Fratellanza Garibaldina, Società del Capanno Garibaldi e A.M.I.. Ma la sua passione più grande resta quella di stare fra i suoi oggetti rari o unici, che gli altri potranno godere - già ordinati - solo più tardi. “Un mosaico di oggetti - dice Giovanni - che dà colore alla vita”. La gioia più grande la noti quando descrive l’ultimo acquisto raro dedicato a Garibaldi.
L’influenza dell’ambiente ravennate - Giovanni ha ereditato la passione dal padre, collezionista di francobolli, ma ha tratto anche spunti da Mario e Paolo Guerrini (che hanno speso una vita nella ricerca di oggetti garibaldini poi donati alla città per il museo del Risorgimento), Duilio Donati, medico, cultore notissimo di medaglie dantesche e Celso Minardi che ha donato una somma notevole per il nuovo Museo del Risorgimento di Ravenna. Ha provato con la filatelia, ma complice anche l’abitudine alla manualità è arrivato alle medaglie, autografi, spille, distintivi, miniature, placchette, bronzetti, gessi, stampe, libri, piatti, ceramiche, cartoline e manifesti sempre attinenti il Risorgimento, che compera nei mercatini di Ravenna, Villanova di Bagnacavallo, Lugo, Pievesistina, Bologna, Modena, Fontanellato, Parma ed Arezzo ed anche più lontano.

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