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Giovanni
(i nomi sono di fantasia per ragione di privacy), 55 anni, operaio,
ravennate, aspetto curato e discreto. Dopo Mario Guerrini, è uno dei più
tenaci raccoglitori di cimeli garibaldini. Affascinato dal Risorgimento,
raccoglie ricordi a tutto campo: Mazzini, Saffi, Spallicci e tanti altri
ancora. Ama le medaglie, ma raccoglie con passione anche bronzi, ceramiche,
autografi, stampe, cartoline, manifesti ed oggetti unici. Una lunga
militanza nel P.R.I. e nel sindacato hanno affinato la sua ricerca. Quel mix
di cultura laica l’ha portato ben presto ad innamorarsi di Giuseppe
Garibaldi, che tante simpatie raccoglie in Romagna. Nel suo museo personale
sfoggia ricordi anche del suo partito. Da alcuni mesi è in “mobilità” ed ha
ritrovato motivazione ed energia dalla sua passione di sempre. Giovanni non
ha familiarità con Internet e con eBay (la piazza virtuale specializzata in
collezionismo di ogni genere, che conta oltre 114 milioni di utenti in tutto
il mondo), ma chiede con interesse e curiosità come vanno le visite (circa
100 ogni mese) alle pagine delle “medaglie” sul sito internet del Capanno
Garibaldi.
Profilo del collezionista - Un fenomeno, quello del collezionismo,
non solo ravennate, che in genere attrae gli appartenenti a classi
socioeconomiche medio-alte, residenti nel nord-ovest del Paese. Si comincia
a raccogliere a 14 anni, ma prevalgono i collezionisti over 35enni. A
Ravenna si colleziona di tutto. Vi sono negozi di filatelia, numismatica,
libri e stampe antiche. Commerci attivi anche durante il mercatino
dell’antiquariato che si tiene, in centro, il terzo fine settimana del mese.
La medaglistica, in città, ha trovato sprone dall’opera di padre
Ragazzini e di padre Fantini, organizzatori di biennali al Centro
Dantesco. La passione di accumulare oggetti rari, Giovanni se la porta
dietro da ragazzo e con il passar del tempo l’ha affinata.
“Ogni giorno dedico a questo passatempo almeno due ore per riordinare,
catalogare, pianificare, ricerche, consultare testi specializzati,
intrattenere rapporti con altri collezionisti.
Giovanni
compera e riceve aiuto e sostegno dalla sua compagna: Graziella.
Viaggia con la fantasia e immagina la sua raccolta già completa. Desidera
conoscere la data del conio, le ragioni di ogni oggetto, l’autore, il numero
delle copie in circolazione. “La soddisfazione più grande - dice Giovanni -
la provo con i pezzi unici”. Giovanni ricorre a “Il curioso”, “Cose
antiche”, Cronaca filatelica” e “Collezionismo”, mensili che si rivolgono a
quei 7 milioni di collezionisti come lui che nel nostro paese, spendono in
media 55 euro al mese per le loro raccolte. L’emozione di ammirare cimeli
garibaldini lo portano a visitare - con Graziella - musei del Risorgimento a
Roma, Genova, Forlì, Torino e Bologna. Il 27 novembre 2004 era in prima fila
- anche se con spirito critico rispetto all’allestimento - all’inaugurazione
di quello di Ravenna.
Giovanni ama creare legami col passato; ha 400 medaglie e almeno 1000
cartoline dedicate a Garibaldi. Spende in media dai 20 ai 250 euro a pezzo,
ma per le ceramiche, i gessi, i bronzi, le divise garibaldine - in alcuni
casi - deve staccare assegni in euro con tre zeri. Per alimentare emozioni
la collezione richiede spazio; Giovanni gli dedica così 3 stanze (messe a
nuovo) all’ultimo piano di casa sua, l’appartamento dove viveva la mamma. Si
iscrive e coltiva contatti con l’associazionismo locale che si ispira al
Risorgimento: Fratellanza Garibaldina, Società del Capanno Garibaldi e
A.M.I.. Ma la sua passione più grande resta quella di stare fra i suoi
oggetti rari o unici, che gli altri potranno godere - già ordinati - solo
più tardi. “Un mosaico di oggetti - dice Giovanni - che dà colore alla
vita”. La gioia più grande la noti quando descrive l’ultimo acquisto raro
dedicato a Garibaldi.
L’influenza
dell’ambiente ravennate - Giovanni ha ereditato la passione dal padre,
collezionista di francobolli, ma ha tratto anche spunti da Mario e Paolo
Guerrini (che hanno speso una vita nella ricerca di oggetti garibaldini
poi donati alla città per il museo del Risorgimento), Duilio Donati,
medico, cultore notissimo di medaglie dantesche e Celso Minardi che
ha donato una somma notevole per il nuovo Museo del Risorgimento di Ravenna.
Ha provato con la filatelia, ma complice anche l’abitudine alla manualità è
arrivato alle medaglie, autografi, spille, distintivi, miniature, placchette,
bronzetti, gessi, stampe, libri, piatti, ceramiche, cartoline e manifesti
sempre attinenti il Risorgimento, che compera nei mercatini di Ravenna,
Villanova di Bagnacavallo, Lugo, Pievesistina, Bologna, Modena,
Fontanellato, Parma ed Arezzo ed anche più lontano. |