2 GIUGNO

1882                                                2002

NUMERO UNICO A CURA DELLA SOCIETA' CONSERVATRICE DEL CAPANNO GARIBALDI DI RAVENNA 

UNA FESTA DI TUTTI

di Maurizio Viroli

«La Resistenza è stata, nei migliori, riacquisto della fede nell'uomo, e in quei valori razionali e morali coi quali l'uomo si è reso capace nei millenni di dominare la stolta crudeltà della belva che sta in agguato dentro di lui».

Queste parole di Piero Calamandrei sono ancora oggi le più adatte a farci intendere che la Resistenza contro il fascismo e il nazismo è stata, in Italia e in Europa, una rinascita morale prima ancora che una scelta politica.

È questo il significato più autentico della Resistenza che dovremmo riscoprire e porre al centro del 25 aprile, se vogliamo che la Festa della Liberazione diventi una data sentita da tutti gli italiani che amano la libertà e non sia più vissuta come la Festa della Liberazione diventi una data sentita da tutti gli italiani che amano la libertà e non sia più vissuta come la festa di una parte degli italiani.

In sede di ricerca storica continueranno, ed è sperabile che continuino, le discussioni sulla consistenza numerica, l'ideologia e l'azione politica delle brigate partigiane; sull'estensione della Resistenza non armata che si esprimeva in atti di solidarietà e di soccorso nei confronti dei partigiani e dei soldati alleati; sulle ambiguità politiche e ideologiche di alcuni componenti della Resistenza.

Ma quando commemoriamo e celebriamo dobbiamo saper individuare il significato più alto della Resistenza. Era storicamente sbagliato e moralmente ingiusto celebrare la Resistenza come guerra di popolo rivoluzionaria; sarebbe altrettanto sbagliato storicamente e altrettanto ingiusto moralmente dimenticarla o svalutarla perchè non tutti erano patrioti e non tutti erano ispirati soltanto dall'amore della libertà.

L'idea della Resistenza come "sussulto morale" ci permette di vedere sotto nuova luce il contrasto fascismo è un'ideologia che ha rinnegato e tuttora rinnega (purtroppo è un'ideologia ben viva) i più sacri valori umani: contro l'uguale dignità delle persone ha proclamato la dottrina delle razze superiori; contro il patriottismo democratico e i diritti dei popoli ha posto sugli altari il nazionalismo; contro i principi politici del liberalismo ha celebrato il capo infallibile che non ha bisogno di limiti perchè non può sbagliare; contro la dignità della donna ha inneggiato fino al ridicolo alla maschia ferocia; alla compassione cristiana ha contrapposto l'odio verso i deboli; contro il libero confronto delle idee ha esaltato l'unità ideologica.

Il vero antifascismo è l'ideale morale che fa propri tutti questi valori che il fascismo disprezza.

In quanto ideale morale non è monopolio di nessuna ideologia politica: è il modo di vivere delle persone libere.

(dal quotidiano "LA Stampa" Giovedì 25 aprile 2002)

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