| «La Resistenza è stata,
nei migliori, riacquisto della fede nell'uomo, e in quei valori razionali
e morali coi quali l'uomo si è reso capace nei millenni di dominare
la stolta crudeltà della belva che sta in agguato dentro di lui».
Queste parole di Piero Calamandrei sono ancora
oggi le più adatte a farci intendere che la Resistenza contro il fascismo
e il nazismo è stata, in Italia e in Europa, una rinascita morale prima
ancora che una scelta politica.
È questo il significato più autentico della Resistenza che dovremmo
riscoprire e porre al centro del 25 aprile, se vogliamo che la Festa
della Liberazione diventi una data sentita da tutti gli italiani che
amano la libertà e non sia più vissuta come la Festa della Liberazione
diventi una data sentita da tutti gli italiani che amano la libertà
e non sia più vissuta come la festa di una parte degli italiani.
In sede di ricerca storica continueranno, ed è sperabile che continuino,
le discussioni sulla consistenza numerica, l'ideologia e l'azione politica
delle brigate partigiane; sull'estensione della Resistenza non armata
che si esprimeva in atti di solidarietà e di soccorso nei confronti
dei partigiani e dei soldati alleati; sulle ambiguità politiche e ideologiche
di alcuni componenti della Resistenza.
Ma quando commemoriamo e celebriamo dobbiamo saper individuare il significato
più alto della Resistenza. Era storicamente sbagliato e moralmente ingiusto
celebrare la Resistenza come guerra di popolo rivoluzionaria; sarebbe
altrettanto sbagliato storicamente e altrettanto ingiusto moralmente
dimenticarla o svalutarla perchè non tutti erano patrioti e non tutti
erano ispirati soltanto dall'amore della libertà.
L'idea della Resistenza come "sussulto morale" ci permette
di vedere sotto nuova luce il contrasto fascismo è un'ideologia che
ha rinnegato e tuttora rinnega (purtroppo è un'ideologia ben viva) i
più sacri valori umani: contro l'uguale dignità delle persone ha proclamato
la dottrina delle razze superiori; contro il patriottismo democratico
e i diritti dei popoli ha posto sugli altari il nazionalismo; contro
i principi politici del liberalismo ha celebrato il capo infallibile
che non ha bisogno di limiti perchè non può sbagliare; contro la dignità
della donna ha inneggiato fino al ridicolo alla maschia ferocia; alla
compassione cristiana ha contrapposto l'odio verso i deboli; contro
il libero confronto delle idee ha esaltato l'unità ideologica.
Il vero antifascismo è l'ideale morale che fa propri tutti questi valori
che il fascismo disprezza.
In
quanto ideale morale non è monopolio di nessuna ideologia politica:
è il modo di vivere delle persone libere.
(dal
quotidiano "LA Stampa" Giovedì 25 aprile 2002)
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