2 GIUGNO

1882                            2001

NUMERO UNICO A CURA DELLA SOCIETA' CONSERVATRICE DEL CAPANNO GARIBALDI DI RAVENNA 

Profilo del Prof. Umberto Foschi, storico della Romagna 

È scomparso all'età di 84 anni, nella serata di venerdì 15 dicembre 2000, il Prof. Umberto Foschi, socio da parecchi anni della Società del Capanno, amico di tutti e da tutti apprezzato e stimato. Per oltre mezzo secolo studiò tutti gli aspetti della nostra Romagna, dalla storia dell'Ottocento a quella attuale, dal folklore alla lingua dialettale, dalla storia delle grandi famiglie a quella dei loro palazzi, molti dei quali lasciati oggi in decadenza ed abbandono.

Inoltre, si dedicò alla ricerca appassionata delle vicende riguardanti i personaggi più noti, pur senza tralasciare gli studi su uomini di secondo piano, che comunque erano degni di attenzione per i saggi pubblicati, per la loro onestà intellettuale e per l'impegno rivolto alla cosa pubblica, mettendo in primo piano l'interesse della collettività. Ci piace definire la sua ricerca una storia di valori, perchè, al pari di questi cittadini di alta rettitudine e dignità morale, aveva il piacere di rendersi disponibile verso gli altri, donando loro il frutto delle sue conoscenze ed esperienze. A tal fine, prendeva spunto ed ispirazione proprio da quegli uomini, dei quali aveva studiato opere ed illustrato le azioni, per fornire un esempio agli altri ed affinchè rimanesse vivo il ricordo del passato nel mondo di oggi, così veloce nel dimenticare i valori e gli insegnamenti.

Per quanto i suoi studi fossero profondi ed esplorassero, senza lasciare angoli vuoti, i fatti e gli avvenimenti più utili e significativi, dobbiamo sottolineare quanto grande sia stata la sua modestia e la disponibilità nei confronti degli altri, anche quando riceveva complimenti dall'uditorio alla fine di una conferenza o di un convegno. Le caratteristiche del suo stile scritto erano poi sempre improntate alla massima chiarezza e rivolte alla migliore comprensione da parte di tutti i lettori; da questo punto di vista voleva portare un serio contributo al progresso degli studi e delle conoscenze della storia, sentendo al tempo stesso il bisogno di avvicinare alla storia ed agli uomini che ne avevano determinato il corso anche coloro che non erano nè dotti, nè colti. Per questo aveva ricercato e studiato ogni angolo della Romagna, ma sempre senza ammiccamenti, perchè la verità nella ricerca doveva essere sempre preminente e rappresentava di per sè già un valore.

Credente e praticante sapeva ugualmente essere laico fino in fondo, quando si trattava di stabilire i meriti degli uomini, pur sapendo evidenziare anche i loro difetti, perchè virtù e difetti sono propri di tutti gli uomini. Forse aveva un'attenzione particolare per Aldo Spallicci, del quale aveva promosso la pubblicazione dell'opera omnia, sia in prosa che in poesia; forse a questo grande poeta, peraltro cittadino esemplare, si sentiva molto vicino per assonanza di sentimenti e di comportamenti. Alla sua morte aveva assunto la direzione della rivista "La Piè", cercando anche di conservare lo spirito e le motivazioni che erano il fondamento su cui si basava la pubblicazione.

Abbiamo accennato in precedenza al suo impegno costante per cercare di recuperare case e palazzi di antiche famiglie, che non meritavano per la loro importanza storica e per le loro caratteristiche architettoniche di andare in rovina. Nella sua concezione questi vecchi palazzi rappresentavano i castelli ed i fortilizi della memoria dove le giovani generazioni dovevano trovare stimolo ed incentivo per operare in vista del progresso dell'umanità. Sotto questo aspetto, non possiamo non ricordare che a favore del Palazzo Rasponi a Russi aveva speso molte energie e molto impegno per stimolare i cittadini di quel Comune a rendersi conto dell'importanza e dell'assoluta necessità del recupero di quella struttura architettonica, affinchè tale splendida dimora estiva della più importante famiglia ravennate non andasse distrutta e demolita. A tale edificio è peraltro legato il ricordo di importanti personaggi risorgimentali che hanno determinato il corso degli eventi, non solo locali: possiamo citare Luigi Carlo Farini, Domenico Antonio Farini, Tullo Rasponi e Don Giovanni Verità.

Quest'ultimo, era solito fermarsi in quel Palazzo quando da Modigliana si recava nelle valli di Sant'Alberto per andare a caccia. In quel luogo aveva conosciuto Pietro Fabbri, divenuto poi veterinario a Sant'Alberto, il quale si ricordò di questo sacerdote quando si trattò di predisporre un piano articolato per condurre in salvo Giuseppe Garibaldi. Finalmente, dopo un decennio di impegno, il Palazzo fu acquistato dal Comune di Russi che dispose l'inizio dei necessari restauri. Oggi tale edificio non rivive certamente lo splendore del passato, ma certamente non è stato lasciato nel dimenticatoio, e soprattutto il suo recupero ed il relativo uso è un obiettivo costantemente all'attenzione dell'Amministrazione Comunale.

Oltre a Spallicci, al quale ha strettamente legato il suo nome, fu sempre molto attento e impegnato intorno al tema dei rapporti fra Garibaldi e la Romagna, riconoscendo la dovuta importanza al ruolo che questo grande personaggio ha avuto nella storia della nostra terra. In proposito, ci sembra giusto ricordare anche i suoi studi su Olindo Guerrini (Lorenzo Stecchetti); su questo personaggio si soffermò con occhio attento. Le sue ricerche ci hanno permesso di comprendere che l'autore dei "Sonetti Romagnoli" tutt'altro era che il poeta dissacratore, anticlericale, dallo stile pungente e dal linguaggio popolaresco e boccaccesco, che una critica poco attenta e superficiale voleva farci credere fosse.

È doveroso a questo punto ricordare gli studi più importanti condotti da questo nostro studioso dallo stile semplice, ma sempre accurato, mai retorico nè moralista mai dottrinario, ma sempre obiettivo e mai dogmatico: il Prof. Foschi  era infatti ben consapevole che la cultura è di per sè aristocratica, ma deve essere comprensibile a tutti e che i frutti della ricerca devono rispecchiare dati concreti, tralasciando idee o schemi preconcetti fuorvianti.

Le sue pubblicazioni sono costituite da un significativo complesso di saggi e da un'ampia raccolta di volumi, il cui elenco meriterebbe di essere riunito in un unico libro. Noi ci permettiamo di segnalare alla dirigenza della Cassa di Risparmio di Ravenna, che si è sempre mostrata attenta al progresso culturale della nostra Città, l'opportunità di promuovere e di dare vita a questa iniziativa sotto forma appunto di una pubblicazione. Al riguardo, non possiamo non menzionare il fato che il prof. Foschi aveva redatto numerosi scritti, dei quali la Banca aveva promosso la pubblicazione. Quello che proponiamo qui sotto è solo l'elenco di alcune pubblicazioni che, seppure assai ridotto ed incompleto, illustra l'importanza del Prof. Foschi nella cultura romagnola degli ultimi cinquant'anni:


"Antiche ville della provincia di Forlì", a cura dell'Ente Provinciale per il turismo di Forlì, 1970 e 1978;
"Case e famiglie della vecchia Ravenna", a cura della Cassa di Risparmio di Ravenna, 1970 e 1983;
"Modi di dire romagnoli", Ravenna, Longo Editore, 1973;
"Ravenna com'era" (in collaborazione con G. Ravaldini), Ravenna, a cura della Libreria Tonini, 1976;
"Par mod d'un dì. Modi di dire romagnoli", Ravenna, Longo Editore, 1975;
"I Ravegnani com'erano" (in collaborazione con G. Ravaldini), Ravenna, a cura della Libreria Tonini, 1976;
"Curiosità ravignane" (in collaborazione con G. Ravaldini), Ravenna, a cura della Libreria Tonini, 1981 ;
"La costruzione di Cervia nuova" (1697- 1750), Ravenna, Edizioni Capit., 1997;
"Cervia fra il Settecento e l'Ottocento", Ravenna, Ediz. Capit., 1998;
"Cervia nel Novecento", Ravenna, Ediz. Capit., 1998;

Suoi scritti sono poi sparsi in moltissimi giornali e riviste ("La Piè", "Il Resto del Carlino", "Studi Romagnoli", "Lares", "Bollettino della Camera del Commercio di Ravenna", "Almanacco Ravennate", "Ravennatensia", "Ravenna studi e ricerche", "Rassegna storica del Risorgimento", "In Rumâgna", "atti e memorie della Deputazione di Storia Patria", e potremmo elencarne ancora molti altri).

I  Soci del Capanno hanno perso con la scomparsa del Prof. Foschi un amico colto e dal volto umano, che dalla Romagna, a lui tanto cara, aveva ereditato i caratteri migliori e più peculiari: l'amore per la verità e per la liberta, l'umanità e l'onestà, la tenacia e la bontà, nonchè l'indipendenza di espressione e di pensiero, ovvero tutte caratteristiche che lo avrebbero reso, sicuramente, un caro amico del Generale Garibaldi.

Girolamo Fabbri

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