2 GIUGNO

1882                            2001

NUMERO UNICO A CURA DELLA SOCIETA' CONSERVATRICE DEL CAPANNO GARIBALDI DI RAVENNA 

PIO IX beato?

Non compete certamente a noi, laici anche se non anticlericali, giudicare i criteri con i quali la Chiesa cattolica apostolica romana proclama i suoi beati.

Una in particolare di queste "beatificazioni" ci lascia però perplessi. Ci riferiamo a "Pio IX", al secolo Giovanni Mastai Ferretti. Per quello che rappresenta il nostro Comitato, lo abbiamo avuto spesso come interfaccia e l'impressione che ne abbiamo ricavato, stando a fatti e solo a quelli, non ci è sembrata degna di tanto "evento".

Lo incontriamo nel 1848 come papa liberale combattente per la libertà delle genti italiane contro l'impero austroungarico, ma il suo liberalismo si ferma subito davanti all'aut-aut fatto dagli austriaci che gli chiedono di scegliere, essendo il papa di tutti, se combattere contro di loro, e perderli come fedeli, o ritirarsi, e continuare ad averli come militanti cattolici. All'istante sceglie gli Austroungarici e chi era nella guerra contro di loro si trova a combattere subendo il tradimento. La conclusione ce la consegna la storia; i morti per essersi affidati a tale galantuomo furono tanti. l fatti del 1848 sono poi anche la base del 1849 e la storia si ripete con i Francesi, repubblicani ma cattolici, che alla fine combattono in nome della fede contro i fratelli repubblicani.

Qui i caduti si chiamano: Luciano Manara, Enrico Dandolo, Goffredo Mameli e tanti altri valorosi, il fiore del pensiero patriottico. La restaurazione porta poi come primo provvedimento al "ripristino della pena di morte" pena che la Repubblica Romana, basata sui diritti dei cittadini, aveva abolito. Il "nostro" poi alla sua morte non fu sepolto in San Pietro, ma in Santa Maria Maggiore al di fuori del Vaticano. Pio IX in vita aveva osteggiato il processo unitario italiano, era ricorso alla guerra, si era valso del suo assoluto potere spirituale per scomunicare gli avversari politici, aveva condannato in blocco col Sillabo la libertà moderna, la libertà di coscienza, la separazione dello Stato della Chiesa.

Con il "Non Expedit" aveva vietato, infine, ai cattolici italiani di partecipare alla vita politica del loro Paese, determinando conflitti e sofferenze di ogni genere per svariati decenni.

 

Crediamo (e si tratta certamente di una valutazione di carattere politico) che la beatificazione in oggetto non costituisca un gesto di amicizia nei confronti del Risorgimento italiano e dei suoi maggiori personaggi, che la stragrande maggioranza degli italiani (cattolici compresi) considerano concordamente "padri della patria".

L'ultima considerazione: perchè l'evento sta passando con tanto silenzio fra i laici e gli intellettuali italiani? Siamo all'assuefazione anche in queste cose non certamente di ordinaria amministrazione?

Comitato Trafila Garibaldina di Ravenna.

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