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A cura e memoria dell'amico Rino Sassi (1909
- 1997)
Medaglie
dedicate a Saffi
La
vita - Aurelio Saffi è certamente una delle personalità politiche
romagnole di maggiore rilevanza nella storia del nostro Risorgimento e
pertanto la illustrazione delle
medaglie a Lui dedicate che mi è stata
proposta dall'amico e collega Girolamo Fabbri, mi è sembrata pertinente
e, ben si inserisce con le precedenti su Don Giovanni Verità (2 giugno 1997) e
Anita Garibaldi (2 giugno 1998).
Nato
a Forlì il 13/10/1819 da famiglia nobile, il Conte
Aurelio Saffi si laurea
in legge nel 1841 presso l' Università di Ferrara.
Ben
presto si dimostra interessato a studi storici, ma anche la politica lo
attrae e, nel 1846 scriverà una "requisitoria" contro il malgoverno
papale in Romagna.
Divenuto
nel frattempo amico e discepolo di Giuseppe Mazzini, ed eletto deputato
di Forlì alla Costituente, si reca a Roma per essere al fianco di Mazzini
durante i moti romani del 1848 -1849.
Nel gennaio 1849, allorchè fu proclamata la Repubblica,
venne nominato Ministro dell' Interno.
Dichiarato decaduto il potere temporale della Chiesa
e, proclamata il 9 febbraio 1849 la Repubblica Romana, il 29 marzo fu
acclamato triunviro con Mazzini e Armellini.
Caduta
l' effimera Repubblica Romana l'11 luglio 1849, si imbarcò per Genova
per trasferirsi poi in Svizzera, dove attese ad una "Storia di Roma",
rimasta incompiuta e, di qui in Francia ed Inghilterra. A Londra, dall'
aprile del 1851, visse in fraterna amicizia con Mazzini, ma nel 1853,
rientrò in Italia per organizzare l' insurrezione nella sua Romagna.
Fallito il moto, tornò in Inghilterra e visse ad
Oxford insegnando lingua e letteratura italiana alla Taylor Instituion
e collaborando a giornali.
Nell'agosto 1860, gli fu offerta da Garibaldi la
prodittatura in Sicilia, accettò invece la direzione del "Il Popolo
d'ltalia" fondato in ottobre da Mazzini.
Eletto deputato nel 1861 per il Collegio di Acerenza
in provincia di Potenza, si dimise dopo la battaglia di Aspromonte (29
agosto 1862), rifugiandosi nuovamente a Londra.
Rientrò
definitivamente in Italia nel 1867 per dedicarsi all'insegnamento universitario
ed ai suoi studi di storia, politica ed economia.
Nel 1871 venne eletto Presidente della provincia
di Forlì. Dal 1872 curò l' edizione degli scritti
di Mazzini, dal IX al XVII volume.
Il 30/IX/1878, la città di Bologna, per voto unanime
del Consiglio Comunale, gli conferiva la cittadinanza onoraria.
Si
spense nella sua villa di S. Varano presso Forlì il 10/IV/1890.
Le sue spoglie mortali riposano nel Cimitero Monumentale
di Forlì. Autore di innumerevoli scritti, essi furono raccolti ed ordinati
dalla moglie Giorgina Crauford di origine scozzese, da lui sposata nel
1857 e sua fervente collaboratrice e dalla quale ebbe quattro figli.
A
Saffi, considerato l' anima del mazzinianesimo
romagnolo, la città di Forlì, ma in verità la generosità del tenore Angelo
Masini, gli ha eretto nel 1921, un grandioso monumento marmoreo opera
dello scultore napoletano Filippo Cifariello. Gravemente danneggiato per
eventi bellici, esso è stato splendidamente restaurato per opera dello
scultore ravennate G. A. Bucci.
Le
medaglie - Passando ora ad illustrare le
medaglie, debbo innanzitutto
affermare che il loro numero è piuttosto esiguo: solamente sei oppure
sette se si vuole comprendere anche la grande targa fatta eseguire dagli
italiani delle regioni del Rio della Plata.
La più bella, per la grande raffinatezza del disegno
e per la forte caratterizzazione del volto, è quella fusa, eseguita verosimilmente
agli inizi del secolo scorso, dal celebre incisore fiorentino di fede
mazziniana, Gastone
Picchiani, cofondatore con Bruno Barlacchi dell' omonimo stabilimento
Picchiani & Barlacchi di Firenze.
Ho
potuto ammirarla per la prima volta, alla mostra "OLTRE IL 2000"
(L' arte della medaglia nei coni della
Picchiani e Barlacchi), svoltasi
a Firenze dall' 8 al 28 giugno 2000, nella Sala delle Esposizioni dell'
Accademia delle Arti del Disegno.
Il P.R.I. come partito nazionale, lo ha celebrato con un
solo conio, mentre la
città di Forlì
e la Massoneria, lo hanno ricordato
con due coni per ciascuno.
Negli anni 1920 il P.R.I., diede inizio
alla coniazione annuale di una minuscola
medaglia (22 mm. di diametro), riproducente nel diritto un personaggio legato al pensiero mazziniano,
nel rovescio la scritta "UNA GIORNATA DI LAVORO PER L'IDEA".
Di quel periodo ne ho rintracciato tre, probabilmente la totalità.
La prima è dedicata a Giuseppe Mazzini del 1921, una è dedicata a Giovanni
Bovio del 1922, la terza dedicata a Carlo Cattaneo è del 1923.
Ho buone ragioni di ritenere che con la presa del potere della dittatura
fascista e la conseguente soppressione dei partiti, questa bella iniziativa
sia stata subito interrotta.
Verrà ripresa intorno agli anni 1950, con l'emissione a cadenza irregolare
di sempre minuscole medaglie dedicate a personaggi risorgimentali e repubblicani,
con una piccola variante nella scritta del rovescio "UNA GIORNATA
DI LAVORO PER IL PARTITO".
Di questo secondo periodo ne fanno parte sei: G.
Mazzini (1952), Maria Mazzini (1956), G. Garibaldi (1957), A. Ghisleri
(1959), A. Saffi (1961), G. Conti (1964).
Illustrazione delle
medaglie dedicate a Saffi
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