2 GIUGNO

1882                            2001

NUMERO UNICO A CURA DELLA SOCIETA' CONSERVATRICE DEL CAPANNO GARIBALDI 

DI RAVENNA 

Aurelio Saffi nelle Medaglie

A cura e memoria dell'amico Rino Sassi (1909 - 1997)

Medaglie dedicate a Saffi

La vita - Aurelio Saffi è certamente una delle personalità politiche romagnole di maggiore rilevanza nella storia del nostro Risorgimento e pertanto la illustrazione delle medaglie a Lui dedicate che mi è stata proposta dall'amico e collega Girolamo Fabbri, mi è sembrata pertinente e, ben si inserisce con le precedenti su Don Giovanni Verità (2 giugno 1997) e Anita Garibaldi (2 giugno 1998).

Nato a Forlì il 13/10/1819 da famiglia nobile, il Conte Aurelio Saffi si laurea in legge nel 1841 presso l' Università di Ferrara.

Ben presto si dimostra interessato a studi storici, ma anche la politica lo attrae e, nel 1846 scriverà una "requisitoria" contro il malgoverno papale in Romagna.

Divenuto nel frattempo amico e discepolo di Giuseppe Mazzini, ed eletto deputato di Forlì alla Costituente, si reca a Roma per essere al fianco di Mazzini durante i moti romani del 1848 -1849.
Nel gennaio 1849, allorchè fu proclamata la Repubblica, venne nominato Ministro dell' Interno.

Dichiarato decaduto il potere temporale della Chiesa e, proclamata il 9 febbraio 1849 la Repubblica Romana, il 29 marzo fu acclamato triunviro con Mazzini e Armellini.

Caduta l' effimera Repubblica Romana l'11 luglio 1849, si imbarcò per Genova per trasferirsi poi in Svizzera, dove attese ad una "Storia di Roma", rimasta incompiuta e, di qui in Francia ed Inghilterra. A Londra, dall' aprile del 1851, visse in fraterna amicizia con Mazzini, ma nel 1853, rientrò in Italia per organizzare l' insurrezione nella sua Romagna.

Fallito il moto, tornò in Inghilterra e visse ad Oxford insegnando lingua e letteratura italiana alla Taylor Instituion e collaborando a giornali.

Nell'agosto 1860, gli fu offerta da Garibaldi la prodittatura in Sicilia, accettò invece la direzione del "Il Popolo d'ltalia" fondato in ottobre da Mazzini.

Eletto deputato nel 1861 per il Collegio di Acerenza in provincia di Potenza, si dimise dopo la battaglia di Aspromonte (29 agosto 1862), rifugiandosi nuovamente a Londra.

Rientrò definitivamente in Italia nel 1867 per dedicarsi all'insegnamento universitario ed ai suoi studi di storia, politica ed economia.

Nel 1871 venne eletto Presidente della provincia di Forlì. Dal 1872 curò l' edizione degli scritti di Mazzini, dal IX al XVII volume.

Il 30/IX/1878, la città di Bologna, per voto unanime del Consiglio Comunale, gli conferiva la cittadinanza onoraria.

Si spense nella sua villa di S. Varano presso Forlì il 10/IV/1890.

Le sue spoglie mortali riposano nel Cimitero Monumentale di Forlì. Autore di innumerevoli scritti, essi furono raccolti ed ordinati dalla moglie Giorgina Crauford di origine scozzese, da lui sposata nel 1857 e sua fervente collaboratrice e dalla quale ebbe quattro figli.

A Saffi, considerato l' anima del mazzinianesimo romagnolo, la città di Forlì, ma in verità la generosità del tenore Angelo Masini, gli ha eretto nel 1921, un grandioso monumento marmoreo opera dello scultore napoletano Filippo Cifariello. Gravemente danneggiato per eventi bellici, esso è stato splendidamente restaurato per opera dello scultore ravennate G. A. Bucci.

Le medaglie - Passando ora ad illustrare le medaglie, debbo innanzitutto affermare che il loro numero è piuttosto esiguo: solamente sei oppure sette se si vuole comprendere anche la grande targa fatta eseguire dagli italiani delle regioni del Rio della Plata.

La più bella, per la grande raffinatezza del disegno e per la forte caratterizzazione del volto, è quella fusa, eseguita verosimilmente agli inizi del secolo scorso, dal celebre incisore fiorentino di fede mazziniana, Gastone Picchiani, cofondatore con Bruno Barlacchi dell' omonimo stabilimento Picchiani  & Barlacchi di Firenze.

Ho potuto ammirarla per la prima volta, alla mostra "OLTRE IL 2000" (L' arte della medaglia nei coni della Picchiani e Barlacchi), svoltasi a Firenze dall' 8 al 28 giugno 2000, nella Sala delle Esposizioni dell' Accademia delle Arti del Disegno.

Il P.R.I. come partito nazionale, lo ha celebrato con un solo conio, mentre la città di Forlì e la Massoneria, lo hanno ricordato con due coni per ciascuno.

Negli anni 1920 il P.R.I., diede inizio alla coniazione annuale di una minuscola medaglia (22 mm. di diametro), riproducente nel diritto un personaggio legato al pensiero mazziniano, nel rovescio la scritta "UNA GIORNATA DI LAVORO PER L'IDEA".  Di quel periodo ne ho rintracciato tre, probabilmente la totalità.

La prima è dedicata a Giuseppe Mazzini del 1921, una è dedicata a Giovanni Bovio del 1922, la terza dedicata a Carlo Cattaneo è del 1923.

Ho buone ragioni di ritenere che con la presa del potere della dittatura fascista e la conseguente soppressione dei partiti, questa bella iniziativa sia stata subito interrotta.

Verrà ripresa intorno agli anni 1950, con l'emissione a cadenza irregolare di sempre minuscole medaglie dedicate a personaggi risorgimentali e repubblicani, con una piccola variante nella scritta del rovescio "UNA GIORNATA DI LAVORO PER IL PARTITO".

Di questo secondo periodo ne fanno parte sei: G. Mazzini (1952), Maria Mazzini (1956), G. Garibaldi (1957), A. Ghisleri (1959), A. Saffi (1961), G. Conti (1964).


Illustrazione delle medaglie dedicate a Saffi
 

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