2 GIUGNO

1882                                   2000

 

NUMERO UNICO A CURA DELLA SOCIETA' CONSERVATRICE DEL CAPANNO GARIBALDI DI RAVENNA 

 

Le medaglie dedicate ad Aldi Spallicci (1886 - 1973)

 
 

Medico, poeta, garibaldino, combattente, politico. Una delle figure più belle della Romagna di questi ultimi cento anni.


Proseguendo nella illustrazione delle medaglie dedicate a personaggi garibaldini o comunque legati alla epopea garibaldina ed alla loro memoria storica: Don Giovanni Verità (2 GIUGNO 1997), Anita Garibaldi (2 GIUGNO 1998), Aldo Spallicci è sicuramente una delle figure più rilevanti dei nostri tempi e ben merita questa messa a punto del suo medagliere.

Aldo Spallicci nacque nella località di Santa Croce, frazione di S. Maria Nuova in comune di Bertinoro il 22/11/1886.

Laureatosi in Medicina nel 1912 all'Università di Bologna, conseguì la libera docenza in Clinica Pediatrica nel 1925 presso la stessa Università e in Storia della Medicina all'Università di Roma nel 1948.

Nel 1912 fu volontario nella spedizione garibaldina comandata da Ricciotti Garibaldi in Grecia contro la Turchia.

Seguì nuovamente Ricciotti Garibaldi accorso in aiuto della Francia contro gli eserciti  austro - prussiani, ma non fu a Digione, in quanto richiamato a casa per una grave malattia della madre.

Dal 1912 al 1913 fu medico interino a Lugo, a Madonna degli Angeli (Cervia), poi a Sant'Alberto (Ravenna).

Nel 1915, allo scoppio della prima guerra mondiale, fu sottotenente medico volontario per pochi mesi, perchè la sua classe fu richiamata quasi subito, militando nell'XI reggimento di fanteria della Brigata Casale denominato "I GIALLI DEL CALVARIO", lo stesso dove combattè e trovò la morte Renato Serra.

Dall'inizio alla fine della guerra, restò sempre in prima linea, nel suo ospedale da campo, svolgendo con grande spirito di sacrificio, coraggio e professionalità, assistenza medico - chirurgica ai soldati.

Per la sua ferma opposizione al regime fascista (La sua notorietà in Romagna era infatti sgradita al regime!), fu da esso perseguitato in tutte le maniere con controlli di polizia, intercettazioni telefoniche, aggressioni, carcere a S. Vittore e confino in Campania.

Nel 1943, rilasciato dal carcere milanese, dove era stato rinchiuso dopo l'arresto ad opera dell'O.V.R.A. (Opera Vigilanza Repressione Antifascismo) di Cervia, si diede alla macchia con alcuni amici ravennati. Agli inizi del 1944, alla radio dell'VIII Armata britannica, tenne delle conversazioni settimanali in favore della Resistenza.

Alla fine del conflitto mondiale, per la sua fede mazziniana e il forte spirito garibaldino,

 aderì al P.R.I.

Nel 1945 fondò e diresse "LA VOCE DI ROMAGNA", notiziario dei comuni della b provincia di Ravenna fino al 1952, poi settimanale repubblicano. 

Nel 1959 fondò e diresse a Forlì "FEDE E AVVENIRE" bimestrale di politica, economia, storia, letteratura, arte e IL PENSIERO ROMAGNOLO", settimanale del P.R.I. forlivese.

Eletto deputato nelle liste del P.R.I., alla prima Assemblea Costituente del 2/6/1946 nel 1948 e nel 1953, per due consecutive legislature, venne eletto al Senato.
Nei tre governi De Gasperi della prima legislatura repubblicana, fu chiamato a fa parte del governo come Alto Commissario Aggiunto per l'Igiene e la Sanità pubblica oggi Ministro della Sanità.

Uscirà dal P.R.I. nel 1960, per le note divergenze con l'allora segretario nazionale Ugo La Malfa, seguendo Randolfo Pacciardi.

Ritiratosi dalla vita politica attiva nel 1964, non cessò tuttavia di sostenere e difendere gli ideali mazziniani e garibaldini, cui restò sempre fedele.

Per anni fu presidente della Federazione dei Combattenti di Romagna, dell'Associazione Mazziniana Italiana e della A.N.V.R.G. (Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini) che riunisce soci effettivi, ordinari, onorari e benemeriti.

Nel 1959, a Ravenna, sotto gli auspici e il patronato dell'A.N.V.R.G., costituì la "FRATELLANZA GARIBALDINA", formata da discendenti e parenti dei garibaldini e da quelle persone che condividono gli ideali garibaldini.

Per quanto riguarda gli innumerevoli meriti letterari, occorre ricordare che nel 1911 , insieme a Francesco Balilla Pratella e Antonio Beltramelli, fondò e diresse a Forlì, la rivista di illustrazione romagnola "IL PLAUSTRO" che, cessata il 31 dicembre 1914, dopo alcuni anni, nel 1920, assunse il nome "LA PIE".

Detta pubblicazione, per la censura fascista, fu interrotta nel 1933, ma riprenderà subito dopo la fine della guerra nel 1946 sempre sotto la sua direzione.

Alla sua morte, la direzione è stata assunta dalla figlia Ada Carini Spallicci. Nel 1914 diede inizio ai primi raduni dei piadajoli, ovvero degli amici della Pie, nel corso dei quali vengono lette poesie e zirudele inedite in dialetto romagnolo.

Il primo di questi raduni, più propriamente denominati "TREBBI", si tenne, in omaggio alla terra natale di Spallicci, a Montemagno di Bertinoro, il 14/9/1914, ma ogni anno le località cambiano.

Questa tradizione che tanti meriti ha nel mantenere viva la parlata romagnola nonchè la conoscenza della storia, delle tradizioni, della letteratura, dell'arte, ecc. della nostra terra, e tuttora fiorente e dal 1950, si svolge anche quattro volte all'anno, come le stagioni, in altrettante località della Romagna o poco oltre i confini di essa per esempio Marradi, Castel San Pietro Terme, Imola, Montegrimano, ecc..

Il 19 settembre del 1999 a Porto Garibaldi si e tenuto il 240° trebbo!

Dal 1948 a11973, fu presidente della "Rubiconia Accademia dei Filopatridi" di Savignano sul Rubicone, è stato il primo presidente dell' Associazione Medici Scrittori Italiani, ha fatto parte dell'Istituto Storico del Risorgimento, della società di Studi Romagnoli, della Società Conservatrice del Capanno Garibaldi, del Tribunato dei vini di Romagna, ecc, ecc.

Alla vasta produzione poetica dialettale, mai interrotta, la sua prima raccolta di sonetti in vernacolo "RUMAGNA", uscì a Forlì nel 1909 per l'editore Rosetti, mentre l'ultima "PAMPNA" è del 1971, seguirono interessantissimi studi scientifici e di Storia della Medicina, quali un volume sul suo maestro "Augusto Murri e il suo metodo di indagine clinica", su "La patogenesi della acondroplasia" e all'incirca venti saggi dedicati alla medicina greco-romana, oltre a innumerevoli altre pubblicazioni storiche e auto- biografiche che qui, sarebbe impossibile elencare tutte.

Spaldo, come veniva soprannominato dagli amici, si spense nel sonno il 14/3/1973 a Premilcuore in provincia di Forlì, dove si era ritirato a vivere con la figlia Ada.
La sua salma riposa nella tomba di famiglia a S. Maria Nuova di Forlì che, da alcuni anni e più precisamente dal 13 settembre 1992, ha assunto il nome di S. Maria Nuova Spallicci.

Passando ora a illustrare le
medaglia, debbo rilevare che la totalità di quelle recanti il suo ritratto, sono state eseguite dopo la sua morte.

Nessuna di queste, sicuramente le più interessanti per la iconografia del personaggio , nonostante i suoi grandi meriti, celebra o ricorda la sua attività di medico e scienziato, di studioso di Storia della Medicina e di Alto Commissario Aggiunto per l'Igiene e la Sanità pubblica.

Soltanto la medaglia del 1960 "Premio G.B. Morgagni", che reca nel dritto il ritratto del grande scienziato e medico forlivese, allude, ricorda e onora Aldo Spallicci anche come medico.

Nella quasi totalità è invece celebrato come garibaldino o poeta dialettale massimo di Romagna o cantore della Romagna.

Due
medaglia - distintivo, recanti il suo nome, rappresentano quelle sportive che testimoniano la grande passione di Spallicci per la bicicletta che amò e usò fin dagli anni della prima giovinezza, partecipando a numerose gare, vincendo premi, intervenendo a convegni e raduni cicloturistici. A soli 16 anni, fu presente al raduno ciclistico di Russi del 1902.

Sostenitore convinto dell'antica massima "Mens sana in corpore sano", fino agli ultimi anni della sua vita Spallicci si poteva vedere passare per i viali della pineta e per le strade di Cervia - Milano Marittima "dritto e saldo" sulla sua bicicletta.

Un altro gruppo di
medaglia recanti il solo nome, è costituito da quelle rilasciategli come rappresentante governativo e uomo politico.

Di notevole valore intrinseco per l'aureo metallo con cui sono state coniate, sono tuttavia di scarso valore artistico. Infine sono da ricordare due medaglie in ceramica con ritratto, eseguite presso la bottega i Manlio Tassinari di Faenza negli anni 1991 e 1998.

Si tratta delle ultime medaglie in ordine di tempo con ritratto di Aldo Spallicci  e costituiscono una rarità nel campo delle medaglie contemporanee.

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