2 Giugno 2006

Fabio Facchinetti da Como
Viene in Romagna a testimoniare l’affetto popolare della sua terra per Giuseppe  Garibaldi.

Fabio 50 anni, bancario di Como, sindacalista della C.G.I.L., attore amatoriale e figurante è diventato amico di Ravenna grazie a Garibaldi. Navigando in internet, alla ricerca di ricordi garibaldini, ha conosciuto la società del Capanno e la trafila di Romagna. Storia che lo riporta alla sua terra natale quella bergamasca tanto generosa con la spedizione dei mille. Ama la storia d’Italia e colleziona ricordi risorgimentali andando – con la moglie - per mercatini la domenica. Lo chiamano nelle scuole della sua città a parlare di storia locale. Ha così occasione di parlare di Garibaldi e delle vicende garibaldine. Mi precisa che “a Bergamo Garibaldi trascorreva periodi per cure termali. La sua fama di condottiero e patriota raccolse molte simpatie e proseliti tornati utili alla spedizione di Quarto”. La statura è imponente, i capelli lunghi un po’ increspati biondi come la barba. Assomiglia a Garibaldi giovane e ama stare tra la gente. Lo dice con orgoglio. Il sorriso è limpido, diffonde fiducia e simpatia. Accetta un colloquio amichevole col redattore, in seconda, del 2 GIUGNO che è curioso di scoprire le motivazioni di tanto attaccamento alla storia risorgimentale. “Amo partecipare agli eventi sociali e questo mi porta a fare anche il figurante al palio medievale (detto del Baradello) della mia città, dedicato a Federico Barbarossa”. A Como abita nelle vicinanze di San Fermo della battaglia e Fino Mornasco dove il generale si sposò per la seconda volta, perciò il ricordo di Garibaldi lo coinvolge emotivamente, a tal punto, da fare delle levatacce per esserci vicino. Alle 3,45 del mattino del 2 giugno parte da casa per raggiungere – in auto – Ravenna e incontrare gli amici del capanno Garibaldi. Il legame con Ravenna è rafforzato dall’adesione al sodalizio garibaldino (A.N.V.R.G.) presieduto da Ettore Giunchi. Gli appuntamenti di Romagna del 2 giugno, a Ravenna e della prima domenica d’agosto a Cesenatico li ha in agenda in bella evidenza accanto a quelli del sindacato e dell’istituto di credito dove lavora. Anche nel 2005 non ha voluto mancare a nessun appuntamento delle cerimonie organizzate dalla società Conservatrice del Capanno Garibaldi. Alle 9,00 era puntuale sotto il monumento di piazza Garibaldi con la sua divisa da figurante che richiama l’immagine di Garibaldi giovane. Fabio si sacrifica. Porta una divisa rossa in panno invernale con tanto di mantello, nonostante la primavera avanzata. Il rosso è ornato da cordoni trasversali e bottoni gialli. L’ha acquistata a Saronno da una ditta che lavora per la Scala di Milano. L’abitudine di operare tra la gente lo fa stare con naturalezza in una piazza Garibaldi piena di autorità, bandiere, divise militari e soci del sodalizio con fazzoletti rossi al collo. Viene fotografato e sorride compiaciuto mentre si tocca il berretto. Dopo un saluto con stretta di mano e abbondanti sorrisi da primo incontro, mi concede una foto ricordo sull’attenti davanti all’ingresso del capanno. Gli spiego che “la userò per il sito (www.capannogaribaldi.ra.it) ed il periodico “2 GIUGNO” del 2006” e Fabio acconsente. In cambio gli faccio compagnia in un territorio ancora forestiero. Durante la tappa del Capanno di via Baiona, delle 10,30, faccio le ultime domande e prendo appunti per questa breve testimonianza sul numero unico del 2 Giugno 2006, poi ci sediamo a tavola – per un ristoro - alla tenuta Augusta nei pressi di Mandriole, con gli altri amici garibaldini di Ravenna, Padova, Adria e Cesenatico.  (Giorgio Ravaioli)  - Foto Cortesi Alfonsine -