STATUTO

(Approvato con delibera assembleare del 16/12/2000)

7° Edizione

Art. 3 - Origini

La SOCIETA' CONSERVATRICE DEL CAPANNO GARIBALDI IN RAVENNA, ha questa origine:

Soppressi nell'anno 1797 i frati di S. Vitale, la palude del Pontaccio, che essi prima tenevano, divenne proprietà nazionale e con dispaccio governativo del 5 gennaio 1810 portante il numero di protocollo 36443 il Direttore del Demanio del Regno d'Italia accordò il permesso a Don Giuseppe Roncuzzi, detto Masone, di tenervi un capanno ad uso caccia.
 

A mezzo di Parea, Ispettore allora dei boschi ravennati, gli fu ceduto in tal luogo tento terreno quanto occorreva per l'erezione del suddetto capanno, come risulta da lettera dello stesso Parea 10 febbraio 1810 n. 338 di protocollo.


Morto Roncuzzi nel 1818 il capanno fu proprietà del lui fratello MARINO, Parroco di S. Vincenzo; inetto questi alla caccia, lo donò a Francesco CAMERANI,  Faio URBINI e Francesco GRILLI. Da ultimo apparteneva  a Domenico GUARINI, Curzio RASPONI, Paolo DALLA SCALA, Alessandro FABBRI, Ulisse URBINI e Pietro SANTUCCI, quale rappresentante dell'Asilo Infantile ed a nome degli eredi di Giò SANTUCCI.


A mezzo di Primo UCCELLINI e del ricordato Curzio RASPONI, si stabilì il contratto di acquisto a favore della società Ravennate "UNIONE DEMOCRATICA2 con regolare scrittura notarile 20 agosto 1876, firmata da tutti i venditori e dai cittadini Carlo RAMBALDI da parte dell'Unione Democratica, siccome appare da loro dichiarazione scritta.


Scioltosi il sodalizio acquirente la capanna restò abbandonata, e ne era ormai certa la completa rovina quando parecchi cittadini appartenenti a quella Unione Democratica deliberarono di restaurarla e conservarla a loro spese, lasciando liberi naturalmente di cooperarli entrando nel loro nucleo quanti ex soci restavano.


Pochi risposero all'appello, ed i volonterosi (basandosi sul principio morale e generalmente riconosciuto, che cioè cessa di appartenere ad una società Popolare e perde ogni diritto verso la medesima chiunque la trascura e ne lascia inadempienti gli oneri) si dichiararono poi essi solo definitivamente costituiti in società, continuando però fino ad ora a tenere aperta l'ammissione.

Oggi affermano maggiormente la loro solidarietà concordandosi nel presente atto costitutivo. Detto statuto, allora REGOLAMENTO, fu approvato il 21 ottobre 1882. 
 

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