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L'imbarco dei garibaldini su 13 bragozzi
La mattina del giovedì, alle 6,30 -
con una rischiosa manovra ostacolata dalla burrasca, compiuta personalmente
da Garibaldi e dal Capitano «Leggero» - i
13 natanti
escono in mare aperto.
Sul bragozzo che il
Generale
definì «barca fatale» per il tragico destino riservato poi alla maggior
parte degli imbarcati, assieme ad Anita vi salirono
Ugo Bassi, Don Ramorino ed altri.
Dopo circa 4 chilometri di navigazione verso sud,
per prendere il vento, Garibaldi volge a nord, veleggiando in quella direzione
per l'intera giornata con scarsi viveri a bordo e ancor più scarsa acqua
di cui Anita aveva «divorante» bisogno. La piccola
flottiglia, riunitasi
di fronte a Porto Corsini d'ordine del Generale, per far fronte ad un
attacco del nemico, giunge all'altezza della punta di Goro (2)
(circa 70 Km. a nord di
Cesenatico) alle ore 4 del pomeriggio.
Il brigantino austriaco «Oreste» armato di due cannoni e la goletta «Elisabetta»
seguita dopo dalla Fenix-Sentinella, aprono il fuoco sulla flottiglia
coadiuvati da due piccoli navigli da guerra «Bellona» e Vulcano».
Il cannoneggiamento dura tutta la notte,
sino alle ore 7 del venerdì.
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