La "Trafila"

| Domenica, 5 Agosto 1849 |
| Garibaldi a Sant'Alberto
Sta di guardia
Domenico Lorenzetti. Intanto nella piazza si radunano, arrivati da
diverse direzioni, duecento austriaci a piedi e a cavallo; Garibaldi può
scorgerli da
Dai reperti rintracciati nel Kiegsarchiv di Vienna dallo scrittore Umberto Beseghi e riportati nel citato suo libro, edito dal Tazzari di Bologna, risulta invece che il comandante austriaco riferì al proprio comando che «nella località di S. Alberto nessuno è al corrente dei fuggiaschi; tutti anzi ritengono che siano dispersi dalla parte di Comacchio». Un anonimo però
si fece vivo, con due missive, alla polizia pontificia, la quale però La «masnada» santalbertese, che era stata bene individuata dall'anonimo, ma non perseguita dalla Polizia pontificia, intanto agisce con tempestività e coraggio: alle 7 fa partire Garibaldi e «Leggero» con la guida Ercole Saldini detto «Dighèn»; conduce i profughi all'argine destro del Reno dove sono attesi da Lorenzo Faggioli (Nason), che traghetta i tre sull'argine sinistro (qui «Leggero» mette al Faggioli il cappello del Generale ed al Generale quello di Faggioli). La marcia sull'argine sinistro si svolge per circa 3 Km, con circospezione fino alla casa di guardia delle valli (Ca' Bianca) (16) .Prosegue la marcia fino alla Scorticata (17), ove il colono Luigi Vicari dà provviste di vino. Alle 9,30 la moglie del Vicari, Maria Angela Guerrini, traghetta i quattro di nuovo sulla destra del fiume, i quali poi proseguono verso la boscaglia.
Prosegue poi la marcia dei fuggiaschi fra paludi, sterpi e rovi, tormentata da nugoli di zanzare, con la guida esperta di Dighèn, fino alla macchia del Forte Michelino (18) , a 6 Km. dalla Scorticata. Ripresa la via verso le ore 20 e percorsi altri 5 Km. la marcia si arresta al casotto da pesca del Taglio (19) , fino al mattino del seguente giorno, sempre vigilati dal Faggioli e dal Saldini. (*) Durante la notte il Saldini sentì un gran movimento di gente sulla strada Romea; si avvicinò cauto e vide un convoglio di tedeschi che scortavano una carrozza chiusa e alcune biroccie. Era il trasporto di undici garibaldini, catturati dopo lo sbarco dai gendarmi pontifici guidati da quel vice Brigadiere Sereni al quale era stata risparmiata la vita a Cesenatico per intervento di Ugo Bassi. E Ugo Bassi è fra gli undici garibaldini catturati. |
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